Incontro informativo sull'AGRICOLTURA BIOLOGICA MARCHIGIANA

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  LUNEDI' 15 GENNAIO ORE 10 MANIFESTAZIONE PUBBLICA DAVANTI ALLA REGIONE MARCHE DEGLI AGRICOLTORI BIOLOGICI MARCHIGIANI PROMOSSA DA AMAB TERRA SANA MARCHE E AIAB CONTRO LA CATTIVA GESTIONE DEL PSR DA PARTE DELLA REGIONE MARCHE  
 

 Pubblicato il: 10 Gennaio 2007

Giovedì scorso le associazioni dei produttori biologici marchigiani AMAB, TERRA SANA MARCHE, AIAB hanno tenuto una conferenza stampa, alla quale è seguito un incontro con alcuni consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, nel quale sono state illustrate le gravi condizioni del settore agricolo biologico marchigiano. Lunedì prevista una manifestazione.

ANCONA - I Soci dell'Amab, Terra sana Marche, Aiab e tutti gli Agricoltori che condividono questa impostazione sono invitati dalle Assiociazioni stesse ad un incontro pubblico nella sede della Regione Marche, lunedì 15 gennaio 2007, ore 10.00.
Le richieste che avanzano alla Regione Marche sono di fornire precise garanzie, tramite un protocollo d’intesa sottoscritto dal Presidente della Regione e dall’Assessore all’Agricoltura, sui seguenti punti vincolanti:
1. pagamento entro 60 giorni dei contributi relativi al PSR 2000-2006;
2. continuità fra vecchia e nuova programmazione;
3. accoglimento delle osservazioni presentate da AMAB e TERRA SANA MARCHE nel proprio documento tecnico, in merito alla gestione delle misure agro-ambientali;
4. costituzione di un gruppo tecnico, con la presenza di tecnici delle Associazioni Biologiche, sulle modalità di gestione amministrativa del nuovo PSR.

Giovedì 11 gennaio 2007, nella sede del Consiglio Regionale delle Marche, le associazioni dei produttori biologici marchigiani AMAB, TERRA SANA MARCHE, AIAB hanno tenuto una conferenza stampa, alla quale è seguito un incontro con alcuni consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, nel quale sono state illustrate le gravi condizioni del settore agricolo biologico marchigiano.

Da una nota delle Associazioni: "Nel momento in cui l’agricoltura biologica regionale rivela una nuova fase di crescita, in termini di superfici e di aziende, con oltre 3200 aziende iscritte all’albo regionale, rispetto alle 2000 circa del 2004, la gestione dei contributi agricoli da parte della Regione Marche, inefficiente e priva di una chiara strategia, sta creando gravissime difficoltà alle imprese agricole.

Le Associazioni hanno in particolare denunciato:
1. i mancati pagamenti dei contributi del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006, per centinaia di agricoltori;
2. l’utilizzo parziale di risorse comunitarie, dovuto alle cattiva gestione amministrativa delle stesse;
3. l’assenza di garanzie sulla continuità tra vecchia e nuova programmazione, che lascia scoperta l’annualità 2007;
4. la scelta di indirizzare le aziende al credito bancario invece di rispettare i tempi di pagamento previsti;
5. l’impostazione del nuovo PSR 2007-2013, che ha privato di centralità le aziende agricole e che ne ha provocato il rigetto da parte della Commissione Europea.

Questa situazione, rilevano le Associazioni, è stata determinata dalla gestione dell’Assessorato regionale, caratterizzata da:
1. inefficienza amministrativa, dovuta ad una impostazione del Piano di Sviluppo Rurale farraginosa e non aderente alla realtà;
2. eccessivo carico di burocrazia, che ha gravato sulle aziende e sulle associazioni costringendole spesso a ripetuti invii di documentazione già in possesso della Regione;
3. presenza di funzionari e dirigenti apertamente ostili all’agricoltura biologica e privi di una effettiva conoscenza delle particolarità del settore;
4. indisponibilità ad accogliere le indicazioni tecniche provenienti dalle Associazioni che sono in costante contatto con gli agricoltori;
5. assenza di una visione strategica di medio periodo sullo sviluppo del settore primario marchigiano.

AMAB, TERRA SANA MARCHE e AIAB ritengono questa impostazione gravemente negativa per il fatto che l’agricoltura biologica non è un’agricoltura assistita ma svolge un ruolo fondamentale di presidio del territorio, di mantenimento occupazionale nelle aree rurali, di valorizzazione delle produzioni locali ed ha spiccate caratteristiche di innovatività e di collegamento con la realtà sociale e culturale delle Marche.

Le scelte degli agricoltori biologici corrispondono a quelle dei cittadini delle Marche, che hanno rifiutato gli OGM, che chiedono qualità locale ai prodotti della terra e garanzia attraverso i sistemi di certificazione, tutte caratteristiche che da almeno 20 anni appartengono all’agricoltura biologica marchigiana e italiana più in generale".